Cenni storici di Gravellona Lomellina

Ritrovamenti archeologici fanno risalire i primi insediamenti nella zona alla tarda età del bronzo, contemporanea della cultura di Golasecca (ovvero pre-celtica). Il toponimo potrebbe risalire agli etruschi, per via del suffisso "ona", o per il prefisso "grava" (ghiaiosa), inteso nel senso di greto alluvionale.  Sono presenti anche tracce di insediamenti abitativi risalenti all'VII secolo, ovvero all'epoca dei Celti, nell'età del ferro. Ben visibile anche nella toponomastica è invece la presenza romana, testimoniata, tra l'altro, dalla scoperta di due sarcofagi e di un ponte. Secondo la tradizione locale, il cartaginese Annibale avrebbe sostato prima dello scontro vittorioso contro Scipione, padre di Publio Cornelio Scipione Africano nella famosa battaglia sul fiume Ticino in un accampamento tra Gravellona, Cassolnovo e Piccolini, (odierna frazione di Vigevano.

 

Numerose monete, risalenti perlopiù all'epoca imperiale (intorno al 20 a.C.), testimoniano la presenza di un insediamento stabile già nella prima età imperiale.

Dipendeva durante l'alto medioevo dal vescovo di Novara, che lo infeudò a Ingone, il quale deteneva di fatto potere esecutivo. Risale a quest'epoca un edificio fortificato (il castello), dotato anche di una basilica, risalente al secolo X. Esso fu distrutto non più tardi del 1361, e di esso rimane solo il nome del rione. Ignota la mano che lo distrusse: furono le truppe di Berengario oppure quelle di Gian Galeazzo Visconti, quando mosse contro Vespolate.​

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​Nel 1152 il re Federico I detto Barbarossa confermò il possesso del feudo a Manfredo - Cavalcasella - della famiglia Barbavara. I Barbavara erano originari della Valsesia, e già feudatari (come risulta in un editto di Carlo Magno nell'811) di Pallanza e di altri paesi sul Lago Maggiore. Caso raro di stabilità, la signoria dei Barbavara si prolungò per secoli, fino all'abolizione del feudalesimo (1797). Da loro prese nome la principale frazione del comune.

Gravellona passò sotto il controllo di Pavia probabilmente nel 1164, e nel 1250, nell'elenco delle terre pavesi, appare come Gravalona. Nel 1332 il castello di Gravellona risulta però proprietà dei conti Cavallazzi, i quali, assieme ai Barbavara e ai Tornielli, sono i più antichi feudatari di Gravellona. Nel 1581, la popolazione gravellonese si attestava sui 1000 abitanti.

Nel 1532 Gravellona (che nel frattempo era ritornata al Contado di Novara) fu unita alla nuova provincia del Contado di Vigevano o Vigevanasco. Nel 1743, con il Vigevanasco, fu assorbita dai domini dei Savoia, cui già dal 1707 apparteneva la Lomellina.​

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Nel 1818 il Vigevanasco fu riunito alla Lomellina, che nel 1859 entrò a far parte della provincia di Pavia.

Dal punto di vista ecclesiastico, però, Gravellona è storicamente appartenuta alla diocesi di Novara e non alla diocesi di Vigevano; solo dal 1817 al 1829 Gravellona è appartenuta a Vigevano, per poi essere ceduta nuovamente a Novara in cambio di Sozzago. Il 26 giugno 2016 con apposito decreto la Congregazione per i vescovi, prendendo atto delle mutate condizioni storiche e delle esigenze attuali, ha stabilito che la diocesi di Novara cedesse a Vigevano la parrocchia di Gravellona Lomellina e che Vigevano restituisse a Novara la parrocchia di Sozzago.

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